martedì, maggio 03, 2011

Bilancio: 19 aprile 2007 - 19 aprile 2011

Correva l'anno 2007 ... eravamo in Olanda nel nostro "viaggio alla scoperta delle Care Farms" ed il cortese signore della foto, Jaap Meijer, allora Direttore del Centro Nazionale di Supporto alle Care Farms (l'Associazione Landelijk Steuntpunt Landbouw & Zorg), ci dava dei suggerimenti su come promuovere in Italia lo sviluppo dell'Agricoltura Sociale (AS)... ovviamente davanti a delle stupende birre locali!
I consigli di Jaap derivavano dall'esperienza olandese, e ci spiegava che un passo fondamentale per far sì che lo sviluppo dal basso delle prime esperienze del settore evolvesse in politiche di sostegno nazionali ed in una diffusione del "care farming", era stato quello di coinvolgere i referenti istituzionali (ovvero i responsabili dei Ministeri dell'Agricoltura e della Salute), portandoli in visita presso le care farms esistenti, in modo che potessero pienamente comprendere le ricadute del settore sulla cittadinanza.
Ricordo che allora spiegammo a Jaap, anche con un poco di fatica, come per noi non fosse così scontato "raggiungere" questo livello istituzionale e coinvolgerlo in un modo così pratico e concreto. E ricordo anche che discutendo tra noi i consigli ricevuti, decidemmo di concentrare "per il momento" le nostre energie sulla divulgazione dell'agricoltura sociale, sull'animazione e sul coinvolgimento dei possibili stakeholders sull'argomento. Devo dire che abbiamo mantenuto la gran parte dei propositi fatti durante il viaggio, che forse è stato lo start del percorso fatto finora!
Ripercorrendo il percorso da allora ad oggi, posso sicuramente dire che allora i tempi non erano maturi per applicare il consiglio di Jaap, l'AS necessitava ancora di una maggiore consapevolezza dal basso e di una fase di conoscenza, ricerca e crescita che, effettivamente, c'è stata.
Pensavo a tutto questo proprio qualche giorno fa, durante il convegno "L'agricoltura sociale come opportunità di sviluppo rurale sostenibile: prospettive di applicazione nel campo della salute mentale", organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'INEA (MiPAAF)... e forse perchè c'è stata una curiosa combinazione di date: la nostra spedizione in Olanda partiva il 19 aprile del 2007; il convegno - primo evento ufficiale di "contaminazione" dell'ISS e del MiPAAF su queste tematiche - avveniva il 19 aprile del 2011 ... è stato naturale fare "il bilancio" di questi 4 anni ...

Una giornata di incontro del genere, in cui ISS e MiPAAF presentavano i risultati di un tavolo di lavoro congiunto, che li aveva visti visitatori di alcune realtà di AS italiane ... come ho detto, 4 anni fa ci era parsa una cosa impensabile. Questo è stato sicuramente un risultato positivo!
Nella giornata, e poi a casa, riguardando i materiali presenti in cartellina, ho avuto modo di percepire quanto questo sia però solo il primo (seppur importantissimo) passo di un percorso che mi sembra ancora abbastanza lungo. Come la stessa D.ssa Giarè (INEA, ovvero MiPAAF) ha sottolineato, infatti, questa prima contaminazione delle due Istituzioni è servita più che mai a capire quanto diverse siano le lingue che parlano, e ad imparare, se non a parlare la stessa lingua, ad intuire cosa "l'altro" intenda ... detto così suona poco incoraggiante, ma invece, è un grande passo avanti! Questo discorso dell' "imparare a parlare la stessa lingua" è infatti emerso in molti dei tavoli di lavoro cui abbiamo partecipato in questi 4 anni, risultando uno dei nodi da sciogliere per lo sviluppo dell'AS.

Dall'analisi del materiale in cartellina, poi, questo ostacolo è risultato palese. Dando un'occhiata alla bibliografia proposta, seppur con tutti i migliori propositi, dai padroni di casa dell'ISS (ovvero sfera sanitaria), si evince subito come l'approccio sia stato esclusivamente medico/sanitario/psicologico, ovvero limitato alla propria sfera di competenza, senza uno sforzo rivolto ad ampliare lo sguardo sugli altri settori che pure rientrano nell'AS (ad es. agricolo, economico, politico, ...) e che ne condizionano lo sviluppo. Così, nella bibliografia non vengono citate le evidenze emerse dalla piattaforma del SoFAR (che per prima ha portato l'AS sul tavolo di discussione Europeo), o dalla Cost Action 866 - Green Care in Agriculture, progetto europeo di ricerca dedicato all'AS. O, ancora, le pubblicazioni delle Università di Pisa e della Tuscia, che per prime in Italia hanno effettuato ricerca su questo settore, consentendo forse a tutti noi, oggi, di poterne parlare e scrivere con una certa cognizione e portando alla luce molte delle realtà oggi citate ed invitate a portare la propria esperienza in diverse occasioni, ultima l'incontro del 19 aprile scorso.
Probabilmente, se il padrone di casa fosse stato il MiPAAF, le stesse evidenti mancanze si sarebbero forse notate sulla sfera sanitaria e sociale (così probabilmente non sarebbero state citate in bibliografia le pietre miliari degli studi sulla pet therapy).
Il mio personalissimo bilancio, perciò, suggerisce di trovare tutte le strade possibili affinchè a questo primo ed encomiabile passo fatto dalle Istituzioni, ne possa seguire un altro, volto ad avvicinarle sempre di più e ad aprire il tavolo del dibattito alle altre Istituzioni che possono dare il proprio specifico contributo all'AS (giustizia, politiche della famiglia, welfare, pari opportunità ... ) e abituarle sempre di più a parlare insieme, a confrontarsi, a condividere problemi, bisogni e - perchè no - ipotesi di soluzioni, perchè probabilmente è solo con la pratica che si può passare dall'attuale Babele ad un dialogo efficace per lo sviluppo di un settore che, seppur su piccola scala, può rappresentare un modello valido di innovazione, per superare lo stato di "crisi" che accomuna l'attuale modello di sviluppo del paese.

Volendo individuare delle soluzioni pratiche, fattibili e concrete per favorire questo avvicinamento ... mi vengono in mente alcune piccole cose che forse possono essere utili. Come:

- mettere insieme una "bibliografia democratica" dell'agricoltura sociale, ovvero proporre dal basso alle Istituzioni una bibliografia di riferimento già "contaminata" dall'esperienza del territorio. Se avete dei testi utili da proporre, non solo alle Istituzioni ma a chiunque voglia approfondire il tema, li raccogliamo on line. Sul sito di AiCARE ci stiamo già provando, la sezione Centro di Documentazione è disponibile a ricevere tutte le nuove segnalazioni;

- riprendere il "dizionario dell'agricoltura sociale", una sorta di glossario il cui intento è quello di da dare un significato condiviso alle principali parole in uso nel settore dell'agricoltura sociale (utente, pet therapy, azienda agricola,...); qui si trova l'avvio del dizionario;

- raccogliere le esperienze di agricoltura sociale che si dichiarano disponibili ad ospitare le Istituzioni che vogliano visitarle.


Ogni altra idea, soprattutto se a costo zero, è la benvenuta!


Silvia Paolini - redazione lombrico sociale e socio AiCARE
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