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domenica, ottobre 18, 2009

II^ Edizione degli Stati Generali dell'Antimafia

 
CONTROMAFIE 2009
II^ EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DELL'ANTIMAFIA
ROMA 23, 24 E 25 OTTOBRE 2009

Incontri, confronti, elaborazioni e proposte: gli Stati generali dell'antimafia per fare il punto sullo stato della lotta alle mafie, tenere gli occhi aperti per costruire giustizia, in un momento in cui la minaccia rappresentata dal potere illegale e violento di queste organizzazioni criminali è particolarmente insidiosa e pone nuove interrogativi.

venerdì, maggio 15, 2009

WORM 2 Speciale CoP FARMING FOR HEALTH #maggio 09#

2a nota informativa inviata agli iscritti del gruppo su Facebook "Agricoltura multifunzionale di utilità sociale"


WORM 2 Speciale CoP FARMING FOR HEALTH #maggio 09#

WORM
… LETTERALMENTE “VERME”

E’ con grande piacere ed entusiasmo che dedichiamo questo speciale di WORM a quello che consideriamo l’evento speciale per eccellenza per l’agricoltura sociale: il meeting della Community of Practice (CoP) Farming for Health (FFH) che, per la prima volta, si terrà in Italia più precisamente a Pisa, organizzato da ARSIA – Regione Toscana.

giovedì, aprile 09, 2009

WORM 1 #aprile 09#

Pubblichiamo questo post anche sul blog per poter condividere queste notizie anche con gli amici del Lombrico Sociale non iscritti al social network Facebook.


WORM 1 #aprile 09#
nota informativa inviata l'8.4.09 a tutti gli iscritti al gruppo "Agricoltura multifunzionale di utilità sociale"


WORM ... letteralmente "VERME"

In informatica il worm è una specie di virus in grado di autoreplicarsi, nel senso che non ha bisogno di infettare altri file per diffondersi, perché modifica il sistema operativo della macchina ospite in modo da essere eseguito automaticamente e tentare di replicarsi sfruttando per lo più Internet.

mercoledì, marzo 04, 2009

Parte la discussione del Manifesto sull'agricoltura sociale. Partecipi? Ma sì!

Siamo molto felici di poter ospitare sul nostro blog uno spazio dedicato alla discussione che si sta avviando in questi giorni in diverse parti d'Italia e d'Europa, a proposito del Manifesto europeo dell'agricoltura sociale.
Tutti i nostri lettori sono invitati a partecipare attivamente al dibattito esponendo la propria opinione, frutto della propria personale esperienza.
Il Lombrico Sociale avrà cura di raccogliere i pareri ed i commenti di tutti per portarli a Modena dove il 20 marzo si confronteranno le diverse posizioni europee.
In basso pubblichiamo il documento introduttivo alla discussione preparato dall'Università di Pisa, in qualità di partner del progetto europeo SoFar, nell'ambito del quale è maturata l'esigenza e l'idea di un Manifesto condiviso.

La modalità che vi proponiamo (tenendo conto delle possibilità e dei limiti della nostra piattaforma elettronica) è la seguente:

1) Lettura del documento introduttivo (qui sotto);

2) Lettura dei seguenti 4 post di seguito pubblicati:
argomento di discussione 1 - i principi
argomento di discussione 2 - i precedenti
argomento di discussione 3 - le richieste di cambiamento
argomento di discussione 4 - le prospettive
che rappresentano le quattro sezioni di cui si compone il Manifesto;

3) Lasciare il proprio commento nel post di pertinenza.

Ringraziamo tutti quanti vorranno dare il proprio contributo.
L'attuale versione integrale del Manifesto è scaricabile cliccando qui.

---***---

Come nasce il Manifesto sull’agricoltura sociale
Il progetto SoFar, finanziato dal VI programma quadro dell’UE per fornire suggerimenti alle politiche di sviluppo rurale dell’UE ha riunito, nel suo percorso di lavoro, numerosi portatori di interesse per l’agricoltura sociale, a livello nazionale e nei 6 paesi partner.
Il progetto SoFar ha organizzato delle piattaforme nazionali e comunitarie per facilitare il confronto, la discussione e l’individuazione delle azioni utili per rafforzare il tema dell’AS in EU.
Nel corso degli incontri è emersa con forza l’esigenza di comunicare meglio, tra gli stessi addetti ai lavori e all’esterno, il significato ed alcuni principi dell’AS.
Questo sentire si è concretizzato in un manifesto sull’agricoltura sociale, definito nella piattaforma tedesca. In sede comunitaria, in un incontro tra portatori di interesse dei singoli paesi partner del progetto (Germania, Italia, Francia, Irlanda, Olanda, Belgio, Slovenia) è emersa l’utilità di facilitare la formazione di un documento comune, capace di esprimere le posizioni europee sull’argomento. In questa prospettiva, il Manifesto sull’agricoltura sociale è stato tradotto nelle lingue dei paesi partecipanti, adattato ai contesti nazionali per essere sottoposto all’attenzione, alla discussione ed alle necessarie integrazioni e modifiche delle comunità nazionali di agricoltura sociale.

Quale significato per il Manifesto sull’agricoltura sociale
Il Manifesto (position paper), ha il compito di spiegare il significato attribuito al termine agricoltura sociale, le sue funzioni, posizionarne l’utilità nella società contemporanea, mostrarne la diffusione su scala comunitaria e nazionale, sottolineare le richieste di cambiamento auspicate e le possibili prospettive di sviluppo. Un “manifesto” o “position paper”, è un documento che presenta ed espone un’opinione (o posizione) su un determinato argomento. E’ una dichiarazione pubblica di principi ed intenzioni. Generalmente riporta le raccomandazioni di una determinata organizzazione o comunque di un gruppo di portatori di interesse in merito a diverse questioni, ad esempio di tipo politico, legislativo o di interesse collettivo.Il Manifesto sull’agricoltura sociale vuole unire una comunità di pratica in un documento condiviso, rafforzarne la capacità di coesione interna e di confronto verso l’esterno.

In che modo costruire una visione condivisa
Per la sua missione, è utile che il manifesto rappresenti un documento conosciuto, discusso, fatto proprio da parte dei numerosi soggetti che operano nel mondo dell’agricoltura sociale, in un’ottica di completezza e condivisione. Si tratta di un lavoro non semplice, parziale e progressivo. Per facilitare la discussione sul Manifesto, sono state create due tappe di lavoro. Un primo momento a Modena, il 20 Marzo, nel quale diverse posizioni europee si confronteranno. Una secondo momento sarà in occasione della Comunità di Pratiche Farming for Health, che si riunirà a Pisa dal 25 al 28 maggio 2009.
Queste due tappe rappresentano momenti di sintesi di fasi precedenti di discussione e di lavoro, in cui, gruppi di portatori di interesse si confrontano per analizzare e discutere il documento, formulando le possibili indicazioni di modifica.

Come leggere e discutere il manifesto
Il Manifesto è organizzato in quattro punti, riguardanti:
i principi, i precedenti, le richieste di cambiamento, le prospettive.
Soprattutto il primo e gli ultimi due punti, richiedono il contributo attento dei portatori di interesse. La discussione del documento, quindi, può avvenire per punti, evidenziando le integrazioni e le modifiche ritenute opportune e comunicandole al punto di contatto.
Durante la discussione sarebbe utile indicare i partecipanti e quanti sono interessati a sottoscrivere il documento riportando, oltre al nome ed al cognome e alla struttura di appartenenza, un riferimento telefonico e di posta elettronica.

Contatti
Università di Pisa, Francesco Di Iacovo (Coordinatore SoFar): francovo@vet.unipi.it
Agrya srl: infosofar@gmail.com

Argomento di discussione 1 - I Principi

L’agricoltura sociale (AS) valorizza l’agricoltura multifunzionale nel campo dei servizi alla persona e si caratterizza per legare la produzione di beni e servizi tradizionali alla creazione di beni e reti informali di relazioni. Accanto alla produzione di prodotti alimentari e servizi tradizionali dell’agricoltura, l’AS interviene a sostegno della produzione di salute di azioni di riabilitazione/cura, dell’educazione, della formazione, dell’organizzazione di servizi utili per la vita quotidiana di specifici gruppi di utenti (agri-asili, servizi di accoglienza diurna per anziani, riorganizzazione reti di prossimità per la cura ed il supporto alla vita di anziani), nonché nella creazione di opportunità occupazionali per soggetti a più bassa contrattualità. L’agricoltura offre alle persone l’opportunità di partecipare ai processi produttivi e interagire con i cicli delle piante e degli animali, facilitando il riappropriarsi dei ritmi della natura, nella giornata e nell’anno. L’AS, oltre a valorizzare le potenzialità co-terapeutiche dell’interazione con i viventi, mette a disposizioni luoghi e facilita l’incontro con gruppi di persone dove potenziare le capacità individuali e la vita di relazione delle persone coinvolte. L’AS vede attive imprese e famiglie agricole, cooperative sociali, associazioni di volontariato, strutture pubbliche, nell’avvio di iniziative inclusive legate alla gestione di processi produttivi agricoli. Gli utenti dell’agricoltura sociale sono persone con disabilità fisiche, psichiche e mentali, giovani con difficoltà nell’apprendimento o nell’organizzare la loro rete di relazioni, soggetti con svantaggio sociale e a bassa contrattualità, con dipendenze da droghe, disoccupati di lungo periodo, burn-out, malati terminali, anziani, bambini in età scolare e prescolare. L’agricoltura sociale consente di assicurare azioni di promozione di stili di vita sani ed equilibrati e, allo stesso tempo, rende disponibili servizi utili per innalzare la qualità della vita locale degli abitanti urbani e nelle aree rurali. Grazie alle sue risorse e alle sue peculiarità, l’AS consente di potenziare l’efficacia della rete di protezione sociale ed ispessirla nei territori più fragili e meno densamente popolati. L’AS si lega ad un modello di welfare municipale che basa sulla professionalità e sull’azione pubblica di regolazione e salvaguardia i suoi punti essenziali, ma che, allo stesso tempo è capace di integrare nell’organizzazione delle reti formali di servizi le azioni delle reti informali basate sul principio di responsabilità, sulla presa in carico e sullo spirito di comunità. L’AS promuove un modello di agricoltura più vicino alle esigenze del territorio, dei suoi abitanti e dell’ambiente, e guarda con attenzione alla responsabilità ed all’impegno dei consumatori nella selezione dei propri comportamenti di acquisto.

Argomento di discussione 2 - I Precedenti

In Europa le iniziative d’AS registrano una costante e rapida diffusione grazie all’efficacia dei servizi resi nel potenziare il successo dei percorsi di capacitazione personale, d’inclusione sociale e lavorativa di soggetti a più bassa contrattualità, nelle aree rurali come in quelle peri-urbane. In Paesi come l’Italia, la Norvegia, il Belgio, la Francia e l’Olanda queste iniziative individuali si stanno traducendo in reti e movimenti, anche grazie ad iniziative di animazione e di supporto da parte delle poltiche e di Agenzie di supporto. In altri Paesi, tra cui l’Irlanda, il Regno Unito, la Finlandia, la Danimarca, la Germania, la Slovenia, le iniziative sono ancora isolate tra loro seppure promettenti per i risultati ottenuti. Ci sono poi paesi, come la Repubblica Ceca, il Portogallo, la Spagna, dove si registrano progetti pionieristici e non sempre pienamente valorizzati per il loro impatto sociale. In Olanda e in Belgio il numero delle Care Farms cresce in modo esponenziale grazie anche all’esistenza di una chiara normativa. Le aziende accolgono persone con svantaggio e sono seguite da Agenzie nazionali o regionali. In Italia, accanto al mondo della cooperazione sociale e del volontariato, un numero crescente di aziende agricole offre opportunità inclusive e nuovi strumenti in campo socio-terapeutico. Allo stesso tempo, sono presenti iniziative nelle quali la creazione di occupazione avviene in territori deboli economicamente e su terreni sottratti alla malavita organizzata. In Scandinavia e in Olanda, il riconoscimento dei servizi da parte pubblica consunte la creazione di nuove opportunità di integrazione del reddito agricolo attraverso l’offerta di servizi pubblici. In Italia ed in Francia, l’offerta di servizi di agricoltura sociale si lega alla formazione di nuove reti capaci di legare in modo nuovo e reciproco le aziende ed il terzo settore con il consumo critico e con la rete di protezione sociale.

In Italia si registra una grande attenzione ed un notevole interesse sul tema dell’agricoltura sociale. Le associazioni, il mondo del sociale, gli operatori socio-terapeutici, le aziende agricole e parte del mondo associativo agricolo, gli utenti e le loro famiglie, gli Enti gestori dei servizi e le istituzioni pubbliche, avviano iniziative che fanno leva sulle potenzialità che l’uso sociale dell’agricoltura è in grado di offrire ma, allo stesso tempo, si confrontano con tutte le rigidità derivanti dalla settorialità delle politiche educative, agricole, socio-assistenziali, della formazione. A questa difficoltà, se ne legano altre, tra cui: la differente sensibilità delle reti istituzionali locali nel condividere progetti innovativi e supportare il consolidarsi delle reti informali; la diversa disponibilità locale nel definire procedure, regole di funzionamento e modelli di lavoro innovativi nel campo dell’AS; una carenza nell’assistenza tecnica ai nuovi progett; una difficoltà dei servizi pubblici nel proiettare la rete dei servizi nel territorio con adeguate azioni di tutoraggio; dei limiti nel mettere a punto supporti educativi e formativi per gli operatori agricoli e sociali nei rispettivi campi. Come risultato si assiste poi ad una difficoltà nel valorizzare pienamente i fondi disponibili da parte delle politiche nazionali comunitarie. Accanto ad esperienze territoriali che mostrano un più elevato grado d’interazione ed integrazione territoriale tra soggetti con competenze e professionalità differenti, si associano realtà e progetti individuali e isolati. In questi ultimi casi, per le aziende agricole interessate ad offrire servizi, è spesso difficile trovare interlocutori istituzionali negli enti gestori dei servizi. Gli operatori sociali ed i terapeuti interessati a portare in attuazione pratiche e percorsi d’AS stentano a trovare disponibilità presso le aziende del territorio, o trovare terreni utili per l’avvio di percorsi d’AS. Altre volte, il terzo settore, avvia progetti socio-terapeutici che si confrontano presto con problemi di ordine economico dovuti alla difficoltà nel trovare con continuità del sostegno economico esterno, ovvero di gestire processi economici di impresa, con ricadute critiche dal punto di vista occupazionale. Il riconoscimento delle pratiche, una maggiore diffusione delle informazioni sui progetti avviati e sui risultati acquisiti potrebbero ridurre molti dei vincoli oggi esistenti alla affermazione dei progetti d’AS.

Argomento di discussione 3 - Le richieste di cambiamento

Il Futuro dell’Agricoltura Sociale in Italia ed altrove ha bisogno di un chiaro quadro di riferimento e di un diffuso riconoscimento delle pratiche avviate, con particolare attenzione per:

1. Riconoscimento del valore aggiunto creato dall’agricoltura sociale per la società
Gran parte delle esperienze di agricoltura sociale sono attive nell’ombra ed operano in modo volontario, pur offrendo un grande sostegno alle comunità locali, alle famiglie e, più in generale, alla creazione di beni collettivi. E’ utile, oggi, che il contributo assicurato da queste pratiche nel diversificare l’offerta di servizi, nel creare cultura di attenzione nei confronti delle persone e, spesso, delle risorse della natura, acquisisca magiore evidenza agli occhi della società attraverso il formale riconoscimento ed inserimento nella rete di protezione sociale e nell’organizzazione del welfare locale. L’azione inclusiva e formativa, ma anche le azioni socio-terapeutiche e quelle di organizzazione di servizi, il contributo all’educazione alimentare ed una più forte attenzione nei confronti delle risorse naturali, sono tutti elementi dell’AS che andrebbero riconosciuti, incoraggiati e supportati, accanto ad iniziative di sostegno per azioni mirate di ricerca. Le attività d’AS mettono a valore nuove risorse, valorizzano le reti informali, riducono l’impegno economico per le strutture pubbliche, e assicurano migliore visibilità per il mondo agricolo generando opportunità molteplici e diffuse che dovrebbero essere valutate con grande attenzione, specie in una fase di crisi delle risorse pubbliche.

2. Creare trasparenza nel quadro giuridico-istituzionale
La grande varietà di norme, regolamenti, istituzioni e supporti che interviene nell’arena in cui opera l’AS necessita di essere chiarita e semplificata agli occhi degli utenti e dei portatori di progetto. Ciò richiede un grande sforzo in termini d’integrazione, tra competenze, enti gestori dei diversi servizi, differenti professionalità, anche al fine di facilitare l’ingresso di un maggior numero d’imprese agricole. In aggiunta, una particolare attenzione deve essere rivolta a quei gruppi di persone che non ricadono in specifici gruppi d’utenti o che non riescono ad avere accesso alla rete di protezione sociale, tra cui i giovani in
abbandono scolastico, affetti da burn-out, senza casa, rifugiati politici o emigranti che hanno necessità di un minimo di riferimento giuridico per potere avere accesso alla rete di protezione ed in particolare alle pratiche d’AS.

3. Sviluppare comunicazione e scambio di esperienze
L’opportunità di scambiare esperienze tra portatori di progetto sono state fino ad oggi molto limitate. Ciò ha prodotto una larga varietà di pratiche, anche molto distanti tra di loro, che andrebbe oggi, comunicata e scambiata. E’ vantaggioso promuovere reti di portatori d’iniziative, attraverso cui promuovere scambio di esperienze, la costruzione di nuove visioni e una migliore capacità di offrire spazio all’AS. Le iniziative e le reti d’AS dovrebbero essere adeguatamente supportate al fine di creare iniziative comuni di promozione ed informazione, la creazione di pubblicazioni, la presenza su adeguati spazi web e una rappresentazione politica dei propri interessi.

4. Organizzare una rete ed un servizio di supporto con funzioni di cordinamento
L’AS trarrebbe grande vantaggio dalla presenza di un punto di contatto. La creazione di una rete e di un’agenzia di supporto creata all’interno delle strutture di assistenza già esistenti potrebbe rappresentare un primo momento utile per superare la vischiosità e la frammentazione del sistema di regole, facilitare l’interazione con le istituzioni, informare circa le iniziative e gli strumenti di supporto esistenti. Questo coordinamento, oltre a favorire un migliore incontro tra la domanda e l’offerta di servizi d’AS, assicurerebbe supporti tecnici competenti ed utili per l’avvio di nuove progettualità, l’accesso alla formazione e a specifiche fonti finanziarie, facilitando, nel lungo periodo, lo sviluppo di nuove idee ed iniziative. Il compito del punto di contatto dovrebbe anche essere quello di rappresentare gli interessi dell’AS e di fornire informazioni sul tema ad un pubblico più vasto.

5. Promozione di azioni educative, formative, di supervisione e guida
Specifiche iniziative nel campo dell’educazione e nella formazione in agricoltura sociale sono state già avviate a diverso livello e meritano di essere ulteriormente estese e facilitate. Gli operatori in AS sono portatori di competenze diverse (agricole, sociali, sanitarie, educative, di gestione dei gruppi) che difficilmente possono ritrovarsi in una sola persona. Al contrario è necessario che soggetti con competenze distinte collaborino nella gestione dei progetti senza improvvisare competenze diverse da quelle possedute. Nondimeno, è necessario che gli operatori di AS, indipendentemente dal loro campo di provenienza (agricolo, sociale, terapeutico, educativo, etc) possano acquisire nel loro bagaglio di competenze un minimo di conoscenze diverse da quelle inizialmente possedute. A tale riguardo è utile continuare a progettare interventi di educazione e di formazione per formare operatori più preparati che potranno migliorare e sviluppare le pratiche di AS nelle aziende e nei singoli progetti. Allo stesso tempo, è necessario che i progetti d’AS siano attentamente tutorati e monitorati nei loro esiti da parte degli Enti gestori responsabili dei servizi sul territorio.

6. Supporto per la ricerca interdisciplinare sull’agricoltura sociale
Il tema dell’AS richiede di essere meglio indagato e conosciuto dal mondo della ricerca nei campi delle terapie e della medicina, dell’inclusione sociale e delle terapie occupazionali, dell’agricoltura e della formazione, delle ricadute economiche delle pratiche perle componenti pubbliche e private, degli strumenti di politica utili. Questi temi difficilmente possono essere separati tra loro nei progetti d’AS ma necessitano spesso di essere meglio consociati e apprezzati nello stesso momento, attraverso gruppi di ricerca multi-disciplinari ed un confronto aperto tra progetti situati in contesti territoriali differenti. L’esperienza mostra l’efficacia di un contatto diretto dei diversi utenti con i viventi, i ritmi della natura, i ritmi della vita dell’azienda agricola e l’organizzazione dei rapporti di lavoro in gruppi ristretti di persone. Questi effetti hanno però necessità di essere meglio documentati e valorizzati per offrire sostegno ad iniziative di riconoscimento e supporto dell’AS. Allo stesso modo, andrebbe meglio esplorato l’impatto che le pratiche d’AS, solitamente a grande intensità di lavoro, hanno sulla produzione delle risorse naturali, del paesaggio e del mantenimento della biodiversità. Eguale attenzione andrebbe posta sugli effetti delle pratiche d’AS sull’organizzazione e sul rinsaldamento delle reti informali e sull’organizzazione di comunità, oltre che sul risultato economico e sulla reputazione sociale delle aziende agricole coinvolte. La ricerca multidisciplinare dovrebbe essere capace di coinvolgere in modo partecipato i portatori di progetto e le loro esperienze favorendo la formazione di conoscenze collettive e la generazione di nuove idee e saperi. Il supporto ad iniziative e progetti pilota in campo scientifico potrebbe essere di aiuto nello sviluppo e nella definizione di modelli di lavoro da applicare in singoli progetti, come su scala territoriale.

7. Promozione della cooperazione in ambito Europeo
La cooperazione su scala europea è nata grazie all’iniziativa del progetto SoFar [Social Farming – Social services on multifunctional farms], http://sofar.unipi.it/). L’azione COST 866 Green Care in Agriculture (www.umb.no/greencare) e la Comunità di pratiche Farming for Health (http://www.farmingforhealth.org/) sono ulteriori iniziative che raggruppano ricercatori ed operatori impegnati nella discussione e nella ricerca sui temi dell’AS. Gli operatori ed i ricercatori che operano in Europa sul tema possono apprendere dalla collaborazione in iniziative comuni, dallo scambio di esperienze e di conoscenze e dall’avvio di iniziative di ricerca capaci di promuovere innovazione e definire soluzioni ed idee capaci di sviluppare e rafforzare le pratiche di campo. In questa prospettiva è utile pensare a dare continuità ad iniziative di cooperazione su scala europea sul tema dell’AS.

Argomento di discussione 4 - Le prospettive

Le prospettive per l’agricoltura sociale
I progetti e le esperienze di agricoltura sociale stanno già assicurando alla società una estesa gamma di servizi nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale. Le misure a supporto dell’agricoltura sociale presentate nel position paper richiamano l’attenzione di soggetti politici, ministri, ricercatori, operatori pubblici e privati, consumatori e il pubblico in generale ad essere consapevoli circa la necessità di riconoscere mantenere e promuovere questi servizi. L’agricoltura sociale guarda con attenzione agli effetti sociali, culturali, educativi e terapeutici del contatto con i viventi e con la terra. Questo manifesto non guarda all’agricoltura sociale semplicemente come un’ulteriore opzione di specializzazione per le imprese agricole quanto, piuttosto, come un punto di partenza per discutere un futuro più attento alle componenti sociali e relazionali della vita quotidiana. I progetti di agricoltura sociale realizzati all’interno di un sistema trasparente possono offrire opportunità nuove per lo sviluppo individuale e sociale di persone a più bassa contrattualità, un approccio più attento e sostenibile alla gestione delle risorse naturali e la rivitalizzazione dei servizi e della vita nelle aree rurali. Quando più soggetti, privati e pubblici, agiscono in modo comune e concertato per sviluppare valori sociali e iniziative capaci di fornire risposte innovative a fronte del processo di razionalizzazione e competizione in atto, possono emergere. Il valore dell’agricoltura sociale apre nuove prospettive per costruire un paradigma utile a fronteggiare le nuove tensioni ambientali sociali ed economiche in atto su scala globale.

martedì, gennaio 27, 2009

Il manifesto dell'agricoltura sociale

La proposta di Manifesto, intitolata “Position Paper sull’agricoltura sociale” frutto del lavoro dei partner del progetto SoFar, esamina i Principi ed i Precedenti dell’agricoltura sociale e ne delinea lo stato dell’arte, esamina le richieste di cambiamento e le prospettive per l’agricoltura sociale.

Il Manifesto si concentra su 7 richieste di cambiamento:
1. Riconoscimento del valore aggiunto creato dall’agricoltura sociale per la società;
2. Creare trasparenza nel quadro giuridico-istituzionale;
3. Sviluppare comunicazione e scambio di esperienze;
4. Organizzare una rete ed un servizio di supporto con funzioni di coordinamento;
5. Promozione di azioni educative, formative, di supervisione e guida;
6. Supporto per la ricerca interdisciplinare sull’agricoltura sociale;
7. Promozione della cooperazione in ambito Europeo.

Clicca qui per scaricare la prima versione del Manifesto. A quanti interessati alla crescita dell’agricoltura sociale in Italia ed in Europa, è richiesto di partecipare attivamente alla costruzione della versione definitiva del Manifesto italiano dell’agricoltura sociale.

Per sottoscrivere il Manifesto, o segnalare integrazioni e modifiche, è possibile contattare il prof. Francesco Di Iacovo/SoFar research group: infosofar@gmail.com; http://sofar.unipi.it

Nei prossimi mesi vi saranno occasioni di dibattito e confronto sui contenuti del Manifesto. Presto daremo notizia sui luoghi e sulle date.

martedì, maggio 13, 2008

Hanno detto di noi

Corriere della Sera, Cronaca di Roma, domenica 11 maggio

In realtà, vorremmo anche e soprattutto raccontarvi - e lo faremo prestissimo, lo promettiamo - cosa hanno detto di noi, ma non solo di noi, i passanti e la gente comune incontrata durante la nostra azione di giardinaggio.

Abbiamo già scritto in un commento che la missione era stata compiuta, aggiungiamo che è stata un successo. Il successo, a distanza di tre giorni, è stato rafforzato dal fatto che già domenica sera qualcuno si era preoccupato di annaffiare l'aiuola e fino a qualche ora fa tutte le piante (ed accessori) erano ancora al loro posto più belli che mai!

Presto inseriremo anche le foto. Intanto grazie davvero a tutti.



24Minuti, edizione romana, sabato 10 maggio
http://www.24minuti.ilsole24ore.com/24Minuti/20080509/Roma/20.shtml


I love Roma

Cristiani per l'ambiente

Lombrico Sociale su Flickr, Album di Mirko

mercoledì, aprile 30, 2008

Il lombrico sociale ... va in città!

Come anticipato in un precedente post (dai toni ironici, ma con sullo sfondo questioni molto serie...), il lombrico sociale - con l'aiuto di quanti vorranno unirsi nell'impresa - ha deciso di "adottare" alcune aiuole di Roma: inizieremo in un quartiere e cercheremo di farlo, ovviamente divertendoci, con l'aiuto di altri abitanti del quartiere. Naturalmente aspettiamo anche gli amici di Muttley!
L'appuntamento è fissato per il giorno 10 maggio alle ore 15.00 in Via Cesare Baronio, intorno al civico n° 30 (le aiuole non hanno il civico...), nell'area sovrastante i nuovi parcheggi sotterranei.
Il lombrico penserà agli attrezzi, le piante e i semi. Vi aspettiamo!

E' necessario cliccare sull'immagine in basso per poterla visualizzare chiaramente.



Virgilio Mappe

venerdì, aprile 11, 2008

Guerrilla gardening per tutti!

Siamo molto contenti di annunciare che, finalmente, una proposta del Lombrico è stata accolta nel programma politico di un candidato!

Di seguito riportiamo il programma, consultabile anche sul sito http://www.muttleyfaqualcosa.info/ con tutti gli aggiornamenti relativi:

Le 10 idee con cui cambieremo il mondo nei primi 100 giorni di governo

1) Una casa per tutti e fino a quando non si riesce, almeno tutti nella stessa casa
2) lavoro casuale a tempo determinato e rotazione continua (max una settimana dello stesso lavoro)
3) guerriglia gardening in ogni angolo del Paese
4) assunzione dei suonatori in metropolitana
5) compilazione lista di mafiosi ndranghetisti e camorristi da prendere a calci nel culo uno a uno nei primi 100 giorni di governo
6) ai cosiddetti politici che non rifiutano voti e candidati amici di mafiosi ndraghetisti e camorristi o essi stessi mafiosi ndranghetisti camorristi verrà applicato il punto 5, cioè verranno presi a calci nel culo uno a uno
7) decrescita economica lenta e progressiva (fino al ritorno al baratto)
8) un libro gratis per tutti (gli amici di muttley)
9) abolizione del giornalismo a 90 gradi e bruno vespa fuori dalla rai e dalle scatole (fuori dall'italia i savoia e mastella)
10) abolizione del Senato e istituzionalizzazione del circo.

Muttley production
http://www.muttleyfaqualcosa.info/

Se vuoi avere maggiori informazioni su guerrilla gardening vai a:
www.guerrillagardening.it/index.html
http://criticalgarden.netsons.org/wp/



Per chi volesse incontrare il candidato e rivolgergli domande, richieste, favori personali, ecc. - dopo il grande successo di piazzale Sant'Eurosia - potrà farlo stasera:

venerdi 11 aprile ore 20,45
Il premier incontra Don Pasta
Per il programma dei primi 100gg di Governo
Teatro Eliseo
Via Nazionale, Roma
Previsto Rinfresco