giovedì, marzo 06, 2008

Premiata dal BIC Lazio una tesi del Master in Agricoltura Etico-Sociale

Il BIC Lazio, nell'ambito del Premio Tesi 2007, ha attribuito un premio speciale alla tesi presentata al Master in “Agricoltura Etico- Sociale”, dell’Università della Tuscia, dal titolo: “Agrya: un’impresa per l’Agricoltura Sociale“, di Francesca Durastanti, relatore prof. Silvio Franco, in quanto "espressione di una nuova e specifica esperienza imprenditoriale".
La tesi riguarda la nascita e l'avvio di Agrya srl, società di servizi nel settore dell'Agricoltura Sociale, le problematiche relative alle scelte imprenditoriali, alle difficoltà e alle prospettive di un'impresa di servizi nell'ambito dell'Agricoltura Sociale.

L'abstract della tesi è scaricabile dal sito di Agrya: http://agrya.wordpress.com/

venerdì, dicembre 07, 2007

Workshop a Viterbo

Nell’ambito del progetto EQUAL “Incubatori di imprese sociali”, Venerdì 14 dicembre, ore 9.30 – 13.30

a Viterbo si terrà il workshop
“L’AGRICOLTURA SOCIALE TRA IMPRESA E COMUNITÀ LOCALE”

Programma della giornata:

9.00 Registrazione dei partecipanti

9.30 Saluti delle Autorità

10.00 Presentazione del Progetto EQUAL “Incubatori di imprese sociali”

10.15 Relazioni
Moderatore: Alfonso Pascale, Rete Nazionale delle Fattorie Sociali

- L’agricoltura sociale: stato dell’arte in Italia ed in Europa
Saverio Senni - Facoltà di Agraria, Università della Tuscia

- L’impresa sociale in agricoltura
Silvio Franco - Facoltà di Scienze Politiche, Università della Tuscia

- L’Università della Tuscia per l’agricoltura sociale
Massimo Muganu e Giorgio Balestra - Facoltà di Agraria, Università della Tuscia

11.00 Interventi programmati dal territorio
Interverranno tra gli altri:
ARSIAL, Azienda Sanitaria Locale di Viterbo, Centro per l’Impiego di Viterbo, AIAB, Coldiretti, La Fattoria di Alice, La Fattoria Verde, Sorgente Sociale, CEIS “San Crispino”, AFESOPSIT, AGRYA.

12.30 Discussione

13.00 Conclusioni
Enrico Fontana, Vice Presidente Commissione Agricoltura della Regione Lazio

13.15 Buffet

Per scaricare il programma clicca qui

domenica, gennaio 21, 2007

Presentazione dei risultati del progetto "Fattoria di utilità sociale"

Giovedì 25 gennaio 2007, alle ore 9,30, a Viterbo, nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università della Tuscia in via S. Maria in Gradi 4, si svolgerà il seminario di presentazione dei risultati del progetto "Fattoria di Utilità Sociale" co-finanziato dalla Regione Lazio e realizzato dal CeIS in collaborazione con l'Università di Viterbo.
Nel corso dell'iniziativa si terrà una tavola rotonda su "La buona terra: opportunità e prospettive per l'agricoltura sociale".
E' previsto l'intervento di Alessandra Mandarelli, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio.

martedì, dicembre 05, 2006

La campagna che non ti aspetti


Dipartimento di Economia Agroforestale e dell’Ambiente Rurale
Università degli Studi della Tuscia


Nell’ambito del progetto “Agrietica: dalla buona terra ai buoni frutti” realizzato con il contributo della Fondazione Carivit, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica di Massimo Vollaro:

LA CAMPAGNA CHE NON TI ASPETTI
volti, momenti e prodotti dell’agricoltura sociale

Giovedì 14 dicembre 2006, ore 16

Complesso di S. Maria in Gradi - Sala delle Esposizioni
Via Santa Maria in Gradi 4 - Viterbo

L’inaugurazione sarà accompagnata da una degustazione dei prodotti di aziende agricole sociali

La mostra rimarrà aperta al pubblico nei giorni feriali (sabato escluso)
fino al 22 dicembre.

lunedì, ottobre 16, 2006

Al Ministro De Castro


Riportiamo la lettera ricevuta dal prof. Saverio Senni dell'Università della Tuscia di Viterbo indirizzata al Ministro De Castro, in relazione all'inchiesta di Fabrizio Gatti sui raccoglitori di pomodori in Puglia, ma non solo...visto che nella lettera c'è molto altro.
Al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
On. Paolo De Castro

E p.c.:
al Ministro della Solidarietà Sociale
On. Paolo Ferrero

al Ministro della Salute
On. Livia Turco
Viterbo, 22 settembre 2006
Egregio Ministro De Castro,
è ancora viva l’eco che ha suscitato sui mezzi di comunicazione l’articolo del giornalista Fabrizio Gatti, su L’Espresso del 7 settembre, riguardante le drammatiche condizioni in cui vivono e lavorano cittadini extracomunitari “arruolati”, è il caso di dire, in Puglia per la raccolta di pomodori.
Sebbene non sia l’aspetto sul quale più si è soffermata l’attenzione dei media, l’immagine che ha dato di sé una certa agricoltura rischia di riflettersi su tutto il mondo agricolo, già sotto pressione per alcune politiche di sostegno e protezione che lo hanno riguardato negli ultimi decenni.
Non intendo entrare nel merito delle ipotesi di reato eventualmente sollevate dall’articolo. Per questo ci sono le autorità competenti che faranno le loro valutazioni. Quello che però vorrei farle osservare è come nello stesso tempo in cui l’Unione Europea, il governo nazionale, le Regioni, gli Enti locali conducono enormi sforzi, con i diversi strumenti che hanno a disposizione, per realizzare interventi e azioni volte a promuovere coesione sociale, si viene a “scoprire” che in agricoltura c’è chi lavora nel senso contrario, ovvero per la discriminazione, lo sfruttamento, in una parola per produrre esclusione sociale.
Chi le scrive è un suo collega, in quanto come lei docente universitario in materia di economia e politica agraria. Da alcuni anni mi sto interessando a programmi, iniziative, processi basati sull’agricoltura volti a promuovere inclusione sociale. In altri termini ad un’agricoltura che si pone agli antipodi di quella emersa dallo spaccato tracciato dal giornalista de l’Espresso. È la cosiddetta “agricoltura sociale”, un’agricoltura rappresentata da un vasto arcipelago di iniziative che, attraverso la creazione di contesti agricoli “inclusivi”, e in stretta collaborazione con i sistemi locali di welfare, si propongono esplicitamente di generare forme di ben-essere per fasce deboli di cittadini: persone con disabilità o con disagi sociali di varia natura, ex-tossicodipendenti, anziani in situazione di difficoltà e via dicendo. Sono alcune centinaia le esperienze attive in Italia in questo ambito e fanno riferimento ad imprese sociali agricole, ad Onlus, Associazioni varie, ma anche ad alcuni imprenditori agricoli che stanno assumendo la responsabilità sociale come uno dei baricentri della propria azione imprenditoriale.
L’agricoltura sociale sta gradualmente crescendo nell’attenzione degli operatori del settore, ma ancora non ha “bucato” l’opinione pubblica più vasta. È noto che sono le cosiddette notizie “cattive” che cacciano le buone dalle prime pagine dei giornali e dalle valutazioni degli opinionisti. Credo però che qualcosa possa e debba essere fatto, in particolare in questo momento, per rafforzare la reputazione del settore, raccontando ad un pubblico più vasto che il mondo agricolo lavora anche (e bene) per generare inclusione sociale e migliorare così la qualità della vita delle comunità locali.
La crescita di attenzione nei confronti dell’agricoltura sociale è testimoniata da numerose iniziative delle quali le cito solo le più significative:
- da poche settimane ha avuto inizio un’azione europea COST (cooperazione scientifica e tecnologica) intitolata “Green Care in Agriculture” (COST 866). Ad essa, che al momento vede l’adesione di una decina di paesi europei inclusa l’Italia, partecipo in quanto rappresentante del governo italiano, nominato dal Miur;
- dal 2005 è attivo presso l’Università della Tuscia il Master in Agricoltura Etico-Sociale, unico del suo genere in Europa, che io stesso ho promosso e ho l’onore di dirigere. I primi 15 allievi si sono diplomati nell’aprile di quest’anno;
- sempre dal 2005 è attivo il sito web “Agrietica. Portale dell’agricoltura etica e sociale” (
www.agrietica.it) gestito presso questo Dipartimento da un piccolo gruppo di giovani da me coordinati;
- l’INEA ha avviato un progetto sulla Responsabilità sociale in agricoltura;
- in Toscana, l’Agenzia per lo sviluppo agricolo (ARSIA) da un paio d’anni sta conducendo attività di animazione sull’agricoltura sociale in stretta collaborazione con il nostro collega Francesco Di Iacovo dell’Università di Pisa; sempre in Toscana nell’ambito dell’attuazione del Piano di sviluppo rurale 2000-2006 sono stati finanziati progetti di agricoltura sociale;
- la Provincia di Roma ha istituito il Forum delle Fattorie Sociali e insieme alla Regione Lazio intende affrontare il delicato passaggio verso una normativa che disciplini le attività a finalità sociale svolte dalle imprese agricole;
- si è costituita di recente l’associazione nazionale “Rete delle Fattorie Sociali” che intende collegare fra loro le esperienze che si riconoscono in questo ambito.
Non vado oltre, se non per menzionare quelli che chiamerei i vivaci “fermenti” in corso in Sicilia, con le imprese agricole sociali che si sono insediate sui terreni confiscati alla mafia, ma anche in Veneto, nelle Marche, in Calabria, in Sardegna, in Val d’Aosta e in altre regioni e che, in alcuni casi, coinvolgono attivamente le organizzazioni professionali di settore.
Un’acquisizione certamente fondamentale è rappresentata dal riferimento esplicito all’agricoltura sociale presente nel Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale laddove si afferma (pag. 111) che :
“… Appare importante che l’offerta di servizi alla popolazione sia calibrata in funzione dei diversi gruppi target potenziali. Tra questi, una attenzione particolare meritano ... ... le persone in situazioni di disagio e di esclusione. Sotto questo profilo una tendenza che appare interessante promuovere e sostenere è quella legata alle imprese produttive, anche agricole, e di servizi che operano nel campo dell’agricoltura sociale, di cui esistono oggi esperienze validissime da prendere come riferimento in diverse regioni, sviluppate anche dietro l’impulso del PSR 2000-2006”.

Sulla scorta di questa indicazione alcune amministrazioni regionali stanno introducendo nei nuovi Piani di Sviluppo Rurale misure esplicite a sostegno dell’agricoltura sociale nell’ambito dell’asse dedicato al miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali.

Ho ritenuto di informarla di quanto sopra affinché consideri la possibilità che il suo Ministero assuma l’agricoltura sociale a pieno titolo nel quadro della multifunzionalità del settore e come ambito di possibile diversificazione. Andrebbe, a mio avviso, colto questo momento particolare per predisporre un’iniziativa nazionale volta a mettere in connessione le tante esperienze in corso nel paese, che, pur spesso eccellenti, soffrono proprio del procedere ognuna per conto proprio, in modo slegato e senza riferimenti a linee guida comuni e autorevoli.
Approfitto per testimoniarle la mia personale disponibilità ad incontrare i suoi collaboratori per fornir loro documentazione sia scientifica che divulgativa, e contribuire ad identificare possibili azioni che eventualmente vorrà avviare sulla tematica che le ho rappresentato.
Con cordialità

Prof. Saverio Senni

Docente di Economia e politica dello sviluppo rurale
Direttore del Master in Agricoltura Etico-Sociale
dell’Università degli Studi della Tuscia

mercoledì, maggio 17, 2006

Il Master,...di cui siamo un po' figli

Chi siamo

Si chiamava Master in Agricoltura etico-sociale. In 15 hanno frequentato la sua prima edizione ed hanno conseguito il relativo diploma. Hanno studiato, pensato, progettato, lavorato, mangiato, bevuto, un po' anche viaggiato ed alla fine si sono detti che questo "è soltanto l'inizio". Il gruppo era composto da professionisti (professionisti appassionati) del mondo agricolo, dello sviluppo rurale, delle politiche del lavoro e sociali, della comunicazione. Questo blog vuole essere un tentativo per non disperdere idee ed esperienze ed una finestra sempre aperta, uno spazio di informazione e confronto sul mondo dell'agricoltura sociale, in realtà non ancora ben definito, ma in via di definizione. Lo stile vuole essere quello del "blog collettivo": ciascuno ha un accesso personale al blog che gli consente di pubblicare autonomamente ciò che vuole. Non ci sono idee e posizioni unanimi, ma idee e posizioni individuali a confronto.
"la redazione"

Perchè questo strano nome? clicca qui

L'evoluzione del blog collettivo clicca qui

Cosa abbiamo fatto: attività ed iniziative più significative svolte fino ad oggi. Il lombrico sociale oltre il mondo virtuale... clicca qui

Le nostre reti
Agrietica
Agrya
Farming for health (CoP)
Fondazione Campagna Amica
Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà
Lo Zì
SoFar - SOcial FARming



Di seguito si riporta la presentazione del Master sull'agricoltura sociale, istituito e realizzato dal DEAR (Dipartimento di Economia Agroforestale e dell'Ambiente Rurale) della Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia di Viterbo, presentato già sul sito
www.agrietica.it
Master universitario di primo livello "Agricoltura etico-sociale"
Contesto di riferimento
I progetti, le azioni e gli interventi in atto al fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone con disabilità raramente hanno considerato esplicitamente la sfera agricola come un ambito che presenta specifiche vocazioni all'accoglienza attiva di soggetti svantaggiati. Eppure, da tempo su tutto il territorio nazionale, vengono condotte innummerevoli esperienze che prevedono il coinvolgimento in attività agricole, o a queste connesse, di persone con disabilità. Il mondo agricolo, la cui importanza relativa tende a declinare nello sviluppo economico di un paese, presenta alcune peculiarità che possono assumere notevole rilevanza ed interesse per quelle istituzioni, pubbliche, private o del terzo settore, che tra le loro missioni presentano anche quella di riabilitare ed integrare socialmente e nel mondo del lavoro soggetti portatori di disabilità. In tale ambito il DEAR dal 1999 conduce attività di ricerca e di formazione, avvalendosi della collaborazione di docenti di altri Dipartimenti della Facoltà di Agraria di Viterbo (Dip.to di Protezione delle Piante e Dip.to di Produzione Vegetale) e di docenti della facoltà di Psicololgia di Roma, della Facoltà di Veterinaria di Pisa, dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio e di varie istituzioni pubbliche e del terzo settore che operano sul territorio. In occasione del "2003 - Anno Europeo delle Persone con Disabilità" il DEAR ha messo a punto un percorso formativo inerente le attività agricole con utilità sociale che ha preso corpo nel Master in Agricoltura Etico-Sociale.
Gli obiettivi formativi
Il Master in Agricoltura Etico-Sociale, primo del genere in Italia e fra pochi istituiti a livello comunitario ed internazionale, è teso a soddisfare il bisogno crescente di formazione e valorizzazione delle attitudini ad operare nell'ambito dell'agricoltura con esplicita finalità etica e sociale. Il Master mira a formare profili professionali specialistici i grado di rappresentare efficaci mediatori tra la sfera agro-forestale e quella sociale e socio-sanitaria. L'obiettivo che si propone il Master è quello di favorire la nascita e lo sviluppo di una cultura interdisciplinare che leghi professionalità tra di loro diverse ma tutte orientate al medesimo risultato rappresentato dall'integrazione delle persone svantaggiate o disabili nel mondo lavorativo. In questo senso il master vuole rappresentare una risorsa di riferimento per le imprese agricole della sfera privata, per il terzo settore e le amministrazioni che offrono servizi alla persona. L'esperto, o meglio si dovrebbe dire, il "mediatore" dell'agricoltura etico-sociale dovrà essere in grado di pianificare, realizzare e valutare gli interventi che coinvolgeranno gli attori chiave interloquendo con Enti Locali, Aziende Sanitarie, Piccole e Medie Imprese, Cooperative Sociali ed Enti di Formazione e ricerca per cercare di sviluppare sinergie atte all'integrazione nel mondo del lavoro agricolo di persone con disabilità motoria, psichica, sensoriale e di categorie svataggiate.
Profilo del Master
Articolazione generale delle attività formative
L'impegno complessivo richiesto allo studente è di 1500 ore (per un totale di 60 CFU) così suddivise:
360 ore di didattica frontale + 390 ore di studio individuale (30 CFU)
250 ore di stage (10 CFU)
250 ore di lavoro seminariale e/o di gruppo e di visite di studio (10 CFU)
250 ore di preparazione della prova finale (10CFU)
I moduli didattici con i relativi macrocontenuti sono i seguenti:
Modulo Tecnico-Agronomico (150 ore)
Biologia vegetale a animale (15 ore)
Agronomia, coltivazione e difesa delle piante agrarie (45 ore)
Allevamenti zootecnici (30 ore)
Vivaismo e tecniche colturali (30 ore)
Trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli (15 ore)
Ergonomia e sicurezza in agricoltura (15 ore)
Modulo Economico-Gestionale (60 ore)
Creazione e organizzazione d'impresa (15 ore)
Gestione dell'impresa agricola etico-sociale (30 ore)
Politiche agricole (15 ore)
Modulo Normativo-Giuridico (60 0re)
Inserimento lavorativo delle persone con disabilità (30 ore)
Normativa e conbtrattualistica nel mondo del lavoro (15 ore)
Aspetti giuridici del terzo settore (15 ore)
Modulo Medico-Psicologico (60 ore)
Analisi delle tipologie di svantaggio e disabilità (30 ore)
Benefici derivanti dall'integrazione uomo-.organismi viventi (15 ore)
Psicologia di comunità e sociale (15 ore)
Modulo Organizzazione/Formazione nell'impresa Etico-Sociale (30 ore)
Gestione risorse e organizzazione del lavoro (15 ore)
Organizzazione e gestione dei processi formativi (15 ore).